mercoledì 26 ottobre 2011

Smoke on the water & the terrible two

"Nononononononono! Noooooooooooooooooooo!"
"Amore, no cosa?"
"No".
(questo tipo di conversazione è frequente, talvolta è decontestualizzata, ma può anche riguardare: bere il latte, pulirsi il naso, infilarsi il giubbotto. non se ne esce)

"Mamma, pajja!"
(divagazione castigliana: in un paio di giorni son riuscita a capire che voleva la PALLA)

"Amore, ma come sei tu?"
"Beddo".
(e qui si scivola nel siciliano stretto)

"Tesoro, dove andiamo stamattina?"
"Mimmi" (all'asilo)
"E chi c'è dai bimbi?"
"Tara" (che sarebbe l'educatrice con cui abbiamo fatto l'inserimento per questo, al momento più fortunato, anno di nido)
"E Sara com'è?"
"Bella" (inspiegabilmente lo pronuncia con la doppia L)

"Amore, chi sei tu?"
"Un mimmo!"
"E sei un bimbo che è un..."
"Ammmmooore!"

offrendogli il cagnolino di pezza che gli ha portato il fratellone da Londra:
"Superbaby, chi te l'ha regalato questo?"
"Tato"
"E che lettera tiene in mano il cagnolino?"
"Tì!" (ovvero l'iniziale del suo nome)
"Bravo! T come...."
"T come mimmo!"

sul fronte musicale i gusti si stanno evolvendo:
"Amore, come fa 'Smoke on the water'?"
"Pà pà pà, pappapapà..." (è intonatissimo, giuro: nel finesettimana si è svegliato cantandola, poi si applaudiva da solo)
"e il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi..."
"Ij e teeee!"

Tra le new entry abbiamo anche "èmmio", "petttaaa" (pentola, oggetto di furibonda lite stamani, dopo la quale mi son sentita una madre snaturata), "panie" (pane), "ahiahi", "èbuio" (tutto attaccato), "èbua" (idem, per dire che c'è qualcosa che non va), "papà" (barbapapà), "tello, tella, telli" (quello, quella, quelli).
e, a proposito della lite di stamani, qualcuno è interessato a condividere esperienze sui terrible two? Mi son letta tutta la Vegetti-Finzi, ottimi consigli, ottimo punto di vista, ma son lo stesso alla canna del gas. l'unica cosa che son riuscita a fare per ora è cercare di andare a letto il prima possibile, per essere riposata (uuuuhhaaaaaahhhhhuuuuaaargghhhhh!) e quindi meno nervosa. stamani proprio non ce l'ho fatta. ho sparato un urlaccio di cui mi son subito pentita. gli ho chiesto scusa, ma porca miseria se mi mette alla prova.

7 commenti:

  1. sui terrible two io sono per la linea dura, anzi durissima.
    Della serie i genitori comandano.
    Della serie i capricci non si assecondano, si ignorano.
    e pure della serie marachella 1 volta = spiegazione che non si fa, marachella 2 volte = punizione
    dove punizione non è una cosa corporale ma è un gioco desiderato negato per un certo tempo definito e spiegato al bambino (1 giorno, 1
    pomeriggio)
    La mia in quel periodo adorava le bolle di sapone. Se era in punizione per il giorno successivo non faceva le bolle di sapone (e lo dicevamo anche ai nonni che la curavano, che non le poteva fare) e spesso lei stessa spiegava il motivo della punizione alla nonna.
    E' faticosissimo, soprattutto emotivamente, ma fidati che paga.

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  2. ehm, ci tengo a precisare che a volte l'urlaccio ci sta, ma la sberla non l'ho mai data, proprio mai mai mai.

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  3. @Trasp: son d'accordo, la sberla proprio mai. non ne ho mai avute dai miei e non ho assolutamente intenzione di darne. ma anche l'urlaccio lo voglio evitare a tutti i costi. perché se lo faccio è perché perdo il controllo e non voglio mandare quel messaggio a mio figlio. comunque credo anch'io che seguirò la linea 'dura'. come dice una mia amica: non aver paura di essere 'cattiva', se non contieni ora, più in là sarà peggio. infine, è davvero faticosissimo: stamani, per la famosa pentola negata ha fatto un pianto (poi acuito dopo l'urlaccio) che non ti dico. mi son sentita un mostro, ohiohi.

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  4. io mi son fatta l'idea che a essere troppo permissivi non li aiuti. Io lo notavo che era più serena se la regola era ferrea.
    E abbiamo esperienza di amici il cui figlio 6-enne ancora adesso fa cose come scappare in mezzo alla strada o simili e sono stra-sicura che non l'hanno mai "contenuto" da piccolo (perchè già era così, continua a fare quel che faceva a 2 anni, e non va bene nè per lui, che comunque rimane "diverso" dagli altri 6-enni, nè per i genitori, che sfiorano l'esaurimento a questo punto.
    Perchè a 2 anni se serve il contenimento fisico (e a volte serve se non altro per impedire che si facciano male) ce la fai, a 6 non ce la si fa.

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  5. Quest'etate ho letto un libro (Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere e i Bambini dal Cielo) acquistato subito dopo aver partorito (i tempi sono quelli che sono) e devo dire che mi ha aiutato tanto... Mi avevano colpito i cinque principi ovvero è giusto essere diversi, è giusto commettere errori, è giusto esprimere sentimenti negativi, è giusto volere di più, è giusto dire di no ricordando sempre che sono solo mamma e papa a comandare in famiglia.
    Bebè è un bimbo molto tranquillo e non fa cose tremende... ma è comunque un bambino... perciò abbiamo da fare!

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  6. @Tatina: i cinque principi mi sembrano una sintesi perfetta...

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  7. Vedo che parlano tutti la stessa lingua!
    Quanto alle urla, i miei sono ormai immuni...ma siamo umane, che ci vuoi fare.
    La parola punizione invece non fa parte del mio sistema educativo. Sarà perché io, a mia volta, sono stata educata con un sistema punitivo e sono cresciuta con autostima zero.
    Credo molto di più in un sistema premiante, che gratifica gli atteggiamenti positivi.
    Lo hanno capito anche gli addestratori di animali, che la punizione non serve, ma serve molto di più il rinforzo positivo...perché non dovrebbe funzionare anche con i cuccioli d'uomo...?
    Ma è anche vero che ogni bambino è un caso a sé e lo stesso metodo non funziona allo stesso modo.
    Ciao!!

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