martedì 5 aprile 2011

Il tempo e il denaro

Il momento è quello che è: non ho un soldo neanche a schiantare, devo pagare l'assicurazione, devo pagare la quota dell'ordine, devo (anzi voglio) comprare vestitini nuovi, estivi, a Superbaby. E stamani ho scoperto di aver già finito il mio stipendio che dà tanta soddisfazione ma è pur sempre la retribuzione di un part time. Poi: non ho tempo. Ogni mattina esco intorno alle 8.45 e tra ufficio, piscina (ma questo è un lusso, per quanto indispensabile per la buona salute della mia cervicale), spesa, recupero del pupo dai nonni, passeggiatina e sosta al parco, torno a casa non prima delle 19. Quando scatta l'ora del bagno-pappa-gioco-nanna. E alle 21, quando mi siedo a tavola per cenare ho esaurito le energie: ne restano poche, giusto per preparare per la mattina dopo, avviare qualche lavatrice e pregare che la signora che viene ad aiutarci con le pulizie e la stiratura (un altro lusso, lo so) non si dimentichi nulla. Di conseguenza la mia casa somiglia ad un bazar, sono mesi che una camicia del dottor Ross penzola dall'attaccapanni senza che riesca a riattaccargli un bottone e il cambio di stagione incombe assumendo sempre più la connotazione di qualcosa che dovrò fare di notte.
A questo si aggiunge una sensazione nuova: quella che sia arrivata l'ora di tornare 'nel mondo'. Credo che sia finito il mio periodo 'mi-godo-la-creatura-chi-se-ne-frega-di-tutto-il-resto'. Quando io e il dottor Ross ci troviamo la sera a cena, lui mi parla di lezioni universitarie, stesura di saggi, riunioni politiche e dinamiche elettorali. Io al massimo posso squadernare la mia abilità nel cercare di arginare le perdite della lavatrice. E non va proprio. Mi sa che è arrivata l'ora di rimettersi in moto, senza nulla togliere a Superbaby, che continua a darmi una gioia incredibile e a compensare che i suoi progressi, i suoi giochi, le sue risate, ogni malumore. Ma proprio perché adesso ho questa marcia in più voglio ripartire: ricominciare a scrivere, arrotondare con qualche altro lavoretto, muovermi. L'unica cosa che mi spaventa è il ritmo: questo che sto vivendo, nonostante sia serrato (e davvero stancante) è però molto più naturale. Temo che sia questo, insieme al ricordo delle ore piccole fatte al computer, dell'impossibilità di fare programmi, dell'ansia legata alle scadenze, a farmi tentennare. Ci penserò, vorrei trovare una via di mezzo. Ma esiste?

3 commenti:

  1. La via di mezzo dovrebbe esistere sempre per tutto ma trovarla non è affatto facile...io non lavoro fuori casa ma "mi godo" solo i miei pargoli, eppure il tempo per riuscire a fare tutto quello che devo e che voglio fare non è ami abbastanza, e quindi il mio cambio di stagione per ora è solo un progetto con l'armadio che mi chiede pietà, le pulizie di casa vengono fatte a singhiozzo e la roba da stirare non diminuisce mai...Se tu trovi la via di mezzo per riuscire a far quadrare il tutto e a riuscire a fare tutto bene, magari, svelami il segreto!!
    Un abbraccio

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  2. E' tosta... ma se ci pensi bene la via di mezzo alla fine la troviamo ogni giorno! Non sempre ci piace... vorremmo avere più tempo e più soldi... ma forse quello che abbiamo è la famosa "giusta" via di mezzo!!!

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  3. certo che esiste.
    intanto, già prendere consapevolezza di quel che vuoi è fondamentale. solo una cosa: non ti crucciare se ai mille interessi del dottor ross tu rispondi con le perdite della lavatrice. se dovesse pensare lui a quel di cui ti occupi tu, anche lui trarrebbe gran soddisfazione dal risolvere i problemi quotidiani...

    e poi....

    ...bentornata!

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