martedì 22 novembre 2011

Piccoli iconoclasti crescono 2

Superbaby ha appena staccato la testa alla statuina di mia nonna.
Ehm.
Non è stato intenzionale, giuro. Gli è caduta.
In compenso ora spiega a tutti che il "comaante ha una ttella sul beetto e la babba su iso". (il comandante ha una stella sul cappello e la barba sul viso).
Io son qui che cincischio, in attesa di andare dal medico: siamo reduci da un tremendo raffreddore, anzi, SB ha la febbre anche oggi, seppure bassa.
Lui è stato ieri dal pediatra, io vado oggi dal dottore perché nonostante l'antibiotico non mi sono per niente rimessa. E soprattutto perché voglio fare il vaccino antiinfluenzale e prendere qualcosa per proteggere la gola.
Certo è che ho bisogno di rimettermi in sesto: domenica il dottor Ross è stato gentilmente persuaso ad acquistare un piumino (corto, blu, pratico ma soprattutto carino) che porto io, resta il fatto che ho bisogno di un paio di stivali col tacco ma umani, un paio di sneakers decenti, un taglio di capelli e un profumo.
Uff.

giovedì 17 novembre 2011

Piccoli iconoclasti crescono

Mio figlio è laico. Naturalmente, istintivamente laico. E direi anche un po' iconoclasta.
Per dire, a casa dei miei genitori che sono tanto, ma proprio tanto cattolici, sul davanzale della finestra di cucina stazionano un paio di madonnine di Lourdes, quelle di plastica con l'acquasanta dentro. L'approccio di Superbaby è stato chiarissimo: ne ha afferrata una, quella più carina, ha svitato il tappo-coroncina et voilà, ha trangugiato tutta l'acqua all'interno. Praticissimo per carità, igienico fino ad un certo punto, ma insomma, siamo sopravvissuti. Ora, per indicarla, la chiama "bimba" e anche questo mi sembra un buon segno, a parte il fatto che quando riesce ad acchiappare entrambe le madonnine le fa scontrare gridando soddisfatto "Tin tin" (ovvero cincin!).
Da mia nonna invece c'è la statuina di un noto santo con il nome di tre lettere che inizia con la P (non lo scrivo perché il dottor Ross mi ha raccontato un paio di episodi che fanno pensare che il suddetto santo, ecco, non porti proprio benissimo - ma son convinzioni mie e non voglio offendere nessuno!) ed è veneratissimo: detto fatto, Superbaby l'ha afferrata e dato che nell'altro manina a pinza stringeva il suo bicchiere pieno d'acqua ce l'ha ficcato dentro a testa in giù, con la probabile intenzione di fargli un bagno, mentre mia nonna lo guardava impietrita.
Insomma, il senso pratico prevale.
E siccome io ho proprio un altro concetto della spiritualità, ho preso provvedimenti a casa: l'altro giorno un mio amico mi ha portato un magnete con la foto del Che Guevara, che ho prontamente applicato allo sportello del frigo. Subito dopo Superbaby, curiosissimo come al solito, è capitato nei dintorni e mi ha fatto capire con il suo linguaggio immaginifico, che voleva sapere chi fosse quel 'tato'. "Il comandante!" ho risposto al volo. "Comaante" ha ripetuto lui. E l'altro giorno, a casa dei nonni, gli ho chiesto "SB, dì ai nonni chi c'è sul nostro frigo!". "Comaante!". Son soddisfazioni, eh.

mercoledì 26 ottobre 2011

Smoke on the water & the terrible two

"Nononononononono! Noooooooooooooooooooo!"
"Amore, no cosa?"
"No".
(questo tipo di conversazione è frequente, talvolta è decontestualizzata, ma può anche riguardare: bere il latte, pulirsi il naso, infilarsi il giubbotto. non se ne esce)

"Mamma, pajja!"
(divagazione castigliana: in un paio di giorni son riuscita a capire che voleva la PALLA)

"Amore, ma come sei tu?"
"Beddo".
(e qui si scivola nel siciliano stretto)

"Tesoro, dove andiamo stamattina?"
"Mimmi" (all'asilo)
"E chi c'è dai bimbi?"
"Tara" (che sarebbe l'educatrice con cui abbiamo fatto l'inserimento per questo, al momento più fortunato, anno di nido)
"E Sara com'è?"
"Bella" (inspiegabilmente lo pronuncia con la doppia L)

"Amore, chi sei tu?"
"Un mimmo!"
"E sei un bimbo che è un..."
"Ammmmooore!"

offrendogli il cagnolino di pezza che gli ha portato il fratellone da Londra:
"Superbaby, chi te l'ha regalato questo?"
"Tato"
"E che lettera tiene in mano il cagnolino?"
"Tì!" (ovvero l'iniziale del suo nome)
"Bravo! T come...."
"T come mimmo!"

sul fronte musicale i gusti si stanno evolvendo:
"Amore, come fa 'Smoke on the water'?"
"Pà pà pà, pappapapà..." (è intonatissimo, giuro: nel finesettimana si è svegliato cantandola, poi si applaudiva da solo)
"e il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi..."
"Ij e teeee!"

Tra le new entry abbiamo anche "èmmio", "petttaaa" (pentola, oggetto di furibonda lite stamani, dopo la quale mi son sentita una madre snaturata), "panie" (pane), "ahiahi", "èbuio" (tutto attaccato), "èbua" (idem, per dire che c'è qualcosa che non va), "papà" (barbapapà), "tello, tella, telli" (quello, quella, quelli).
e, a proposito della lite di stamani, qualcuno è interessato a condividere esperienze sui terrible two? Mi son letta tutta la Vegetti-Finzi, ottimi consigli, ottimo punto di vista, ma son lo stesso alla canna del gas. l'unica cosa che son riuscita a fare per ora è cercare di andare a letto il prima possibile, per essere riposata (uuuuhhaaaaaahhhhhuuuuaaargghhhhh!) e quindi meno nervosa. stamani proprio non ce l'ho fatta. ho sparato un urlaccio di cui mi son subito pentita. gli ho chiesto scusa, ma porca miseria se mi mette alla prova.

venerdì 23 settembre 2011

Due anni

Il più grande spettacolo, anche più del Big Bang.
Oggi Superbaby compie due anni e io quasi non mi ricordo com'era la mia vita quando lui non c'era ancora.
Oggi faremo festa nel giardino dei nonni, ci saranno gli amici, grandi e piccini, che ci hanno accompagnato in questi 24 mesi di crescita, passi avanti, gioia, fatica, esperimenti e amore intenso.
Superbaby avrà la sua prima bicicletta e un trattorino (con rimorchio!) a pedali, regali dei nonni.
Avrà dolci e patatine, palloncini e bandiere colorate.
Avrà intorno a sé quelle persone che hanno lasciato che la sua presenza cambiasse anche la loro vita.
Buon compleanno, amore mio.

giovedì 1 settembre 2011

L'estate di mamma chioccia

Siamo tornati, rientrati, re-impacchettati.
Di nuovo immersi fino al collo nella routine settimanale, io al lavoro, Superbaby dai nonni.
Col primo settembre inizia ufficialmente la mia paranoia da "stiamo andando verso l'inverno come un'auto senza guidatore verso il burrone". La luce è già sensibilmente diminuita, gli ingranaggi lavorativi, dopo i primi giorni di quiete statica, si stanno rimettendo in moto, lo spettro del nuovo tentativo al nido si fa sempre più concreto.
L'estate è stata piuttosto movimentata, ma mi sembra che SB si sia divertito parecchio: in luglio ci siamo fatti un weekend lungo di campeggio-mare in Toscana, poi in agosto abbiamo tentato l'avventura e siamo arrivati fino in Puglia. Peccato che siam dovuti scappare a gambe levate per il caldo, 42° con scirocco annesso, che per di più aveva causato una bella, si fa per dire, tonsillite al pupetto.
Per fortuna siamo riusciti a rimediare, con una settimana al mare in Maremma, dove abbiamo trovato una bella casa, in una fattoria, che ci siamo goduti tutti e tre intensamente.
Il bilancio dei progressi è ricco: il primo è senz'altro la confidenza che il mio bimbo ha acquisito con il mare. Basta ciambella, via libera ai braccioli, con cui sta a galla simulando uno stile libero sui generis, con piedini che battono a mani che vogano. Anche il dorso non gli dispiace e vederlo così felice, immerso nell'acqua trasparente, mi ha toccato il cuore.
Poi: Superbaby sta ufficialmente imparando a parlare. Tra le new entries più utilizzate c'è il "no". Lo ripete di default, con gusto. E quando dice sì lo fa con una s sibilante che mi fa venire in mente paperino. Ma il suo linguaggio si sta evolvendo rapidamente e credo che l'asilo fornirà la spinta fondamentale. Certo è che differenzia le intonazioni: ha imparato a chiamare 'mamma' in un modo tanto dolce e fiducioso che mi frega sempre, in qualsiasi situazione, inducendomi a correre da lui senza pensarci.
Infine: i piedi. Abbiamo gloriosamente doppiato la boa del 26. In nove mesi ha scalato 4 numeri, dato che era già partito, a meno di un anno, da un tosto 22.
Nel frattempo io me lo guardo: lo vedo crescere, l'ho visto autonomo, vitale, farsi tanti giri sul trenino delle feste all'aperto. Lo vedo deciso, indipendente, briccone e ironico. Lo vedo grande, e devo dire che mentre lo guardavo divertirsi su quel piccolo treno rosso mi si è stretto il cuore, di felicità e apprensione. Sono una mamma-chioccia, che ci posso fare?

venerdì 8 luglio 2011

La tigre. Ovvero 'Noi siamo buoni'

Mio figlio lo devono lasciare stare. Proprio stare, ecco. Perché mio figlio, che ha 21 mesi, viene prima di tutto. Di tutte le follie, paranoie, cazzate che ci girano intorno. Sono furibonda per una serie di cose successe in questi giorni. Sono incazzata nera, e scusate il linguaggio non tanto da mammina. Ovviamente non gli hanno fatto niente a livello fisico (altrimenti sarei già entrata in azione e le cronache ne riporterebbero notizia!) ma certe dinamiche emotive, di cui per fortuna lui non si rende conto perché non ha assistito né sa, sono tremendamente offensive.
Comunque, mi sento una tigre. E da questo spiacevole episodio ho ricavato una buona lezione e una ottima decisione: a mio figlio ci penso io insieme al suo babbo. Ed è arrivata l'ora di mettersi a lavorare a testa bassa, studiare, qualificarsi, per garantirgli le opportunità migliori per il futuro.
Sono una tigre. Feroce, porca zozza.
P.S: per una migliore interpretazione della seconda parte del titolo del post, basta leggere 'La cavalcata dei morti', l'ultimo libro di Fred Vargas. Lo consiglio caldamente, è un'ottima lettura come tutti i suoi gialli.